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ECG elettrocardiogramma

Ai sensi del D.M. 8/8/2014 l'elettrocardiogramma fa parte della documentazione obbligatoria da allegare alla certificazione medica per la pratica sportiva. Per saperne di più visita la pagina approfondimenti [LINK]

L’elettrocardiogramma basale è un esame semplice, non richiede alcuna preparazione particolare, non è invasivo, è indolore ed è privo di rischi (non ha quindi controindicazioni, al contrario dell’elettrocardiogramma sotto sforzo che è controindicato in coloro che sono affetti da grave insufficienza cardiaca).Si esegue mediante l'applicazione di elettrodi nell'area cardiaca ed agli arti (superiori ed inferiori). Gli Elettrodi, adesivi che si applicano al paziente, nell’esecuzione di un tracciato di base, sono 10, 4 si applicano agli arti, 6 al torace, in regione precordiale. Questi elettrodi registrano 12 derivazioni, ossia 12 punti di vista del cuore. È un esame che si effettua in pochi minuti.

In essa si distinguono le seguenti componenti.

  • L'onda P rappresenta la attivazione (depolarizzazione) atriale, che essendo costituita da una porzione relativamente ridotta di miocardio, risulta di piccolo voltaggio.
  • L'inervallo P-Q (o P-R) corrisponde alla pausa atrioventricolare.
  • Il complesso QRS (o complesso rapido) corrisponde alla diffusione dello stimolo nei ventricoli.
  • L'onda Q rappresenta la depolarizzazione in corrispondenza della prima porzione del setto interventricolare, anch'essa di piccolo voltaggio purché piccola è la porzione di miocardio coinvolta.
  • L'onda R rappresenta l'espansione principale della depolarizzazione dall'interno del cuore e dalla sua base verso la superficie e verso la punta dei ventricoli. Interessando gran parte della massa muscolare del cuore determina relativamente ampi voltaggi e comporta quindi una deviazione grande della linea elettrica verso l'alto.
  • Segue un tratto 'isoelettrico' (tratto ST) che rappresenta uno stato momentaneo di equilibrio elettrico nelle pareti cardiache che precede l'onda T determinata dalla ripolarizzazione del miocardio dopo che la sistole (contrazione) si è completata. Questo momento del processo cardiaco è relativamente lento per cui si ottiene una curva prolungata e arrotondata.

È l'esame con cui si valutano le variazioni elettriche che si verificano durante l'attività cardiaca. Serve per vedere se il cuore è sofferente e se il ritmo cardiaco è regolare oppure no. Le informazioni che fornisce, infatti, permettono di identificare

  • la frequenza cardiaca; 
  • la presenza di eventuali disturbi o irregolarità del ritmo cardiaco; 
  • la presenza di ingrandimenti del cuore in toto o in alcune sue parti; 
  • la presenza di squilibri elettrolitici, cioè di alterazioni della concentrazione di ioni come sodio e potassio nel sangue;


A volte L'ECG basale può non essere sufficiente per formulare la diagnosi di malattia del cuore perché i sintomi non sono presenti né rilevabili durante la visita, come può accadere per il cardiopalmo. Il sintomo deve essere presente al momento della registrazione dell'ECG per confermare o escludere una diagnosi di patologia cardiaca.


Viceversa, in assenza del sintomo, una registrazione negativa può sottolineare una situazione di falsa normalità anche in presenza di cardiopatia. Le particolari forme (morfologie) dello stimolo elettrico registrate (tracciato elettrocardiografico) permettono di determinare con precisione il tipo di ritmo del cuore in quel momento, la modalità di propagazione dello stimolo che, lungo il tessuto di conduzione, si dirama dalla base alla punta del cuore.

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L'elettrocardiogramma è uno strumento utilizzato dal personale abilitato per valutare, diagnosticare e monitorare la funzione cardiaca dei pazienti. Registra l'attività elettrica del cuore. Fornisce informazioni sul ritmo cardiaco ed elementi per valutare indirettamente le dimensioni delle camere cardiache; è di fondamentale importanza per svelare una eventuale sofferenza di natura ischemica (cioè conseguente ad un ridotto apporto di sangue) del muscolo cardiaco.

Ovviamente si deve tenere conto del fatto che un elettrocardiogramma a riposo “fotografa” la situazione cardiaca nel momento in cui esso viene effettuato e conseguentemente non si ha la garanzia di una diagnosi sicura dal momento che determinati sintomi potrebbero non presentarsi durante il periodo di esecuzione dell’esame per cui in determinate situazioni potrebbe essere consigliabile eseguire un elettrocardiogramma dinamico noto anche come Holter; l’elettrocardiogramma dinamico è una tecnica di registrazione prolungata (24-48 ore)

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