Holter cardiaco e allenamento: l’esperienza di due atleti olimpici

09 Novembre 2021

L’holter cardiaco è un esame fondamentale per chi deve evidenziare aritmie o altre patologie cardiovascolari, ma si rivela utile anche per chi, affaticando spesso il muscolo cardiaco, è interessato a monitorarlo e a raccogliere dati sulla sua attività. È il caso degli atleti professionisti. Ne parliamo con i plurimedagliati Linda Olivieri e Tobia Bocchi.

Olivieri, ostacolista e specialista nei 400 metri ostacoli, e Bocchi, la cui specialità è il salto triplo, hanno provato per la prima volta l’holter cardiaco durante un allenamento nell’estate 2021, poco prima di volare a Tokyo per partecipare alle Olimpiadi. Il vantaggio dell’elettrocardiografo portatile a batteria, infatti, è che essendo leggero e di piccole dimensioni può essere applicato sul petto e mantenuto in posizione per uno o più giorni, consentendo di registrare l’attività elettrica del cuore in modo continuo, anche durante lo sport.

Lo spiega Linda Olivieri che, praticando una disciplina aerobica e che richiede anche un lavoro sulla resistenza, può trarre particolare vantaggio dalle informazioni rilevate dal dispositivo: «Usare lholter durante un allenamento e nelle 24 ore successive può essere utile per raccogliere dati relativi all’attività del cuore prima, durante e dopo lo sforzo. Altrimenti, utilizzandolo in tre allenamenti svolti ad esempio al mattino, all’ora di pranzo e al pomeriggio, i dati raccolti potrebbero rivelare se il cuore, a parità di lavoro, fatica meno in un certo momento della giornata. Ripetendo questo test sul lungo periodo, alla fine si possono trarre delle conclusioni ed eventualmente modificare gli allenamenti».

L’holter diventa in questo modo non solo un controllo supplementare sulla salute degli sportivi, in aggiunta alle regolari visite a cui sono sottoposti1, ma soprattutto una fonte di informazioni interessanti per gli atleti stessi e per chi fa ricerca in ambito medico-sportivo.

Lo conferma Tobia Bocchi, che oltre all’holter ha utilizzato il dispositivo Sleep Monitor, pensato per monitorare la qualità del sonno2 ed evidenziare eventuali disturbi respiratori: «L’ho usato nei giorni precedenti alla partenza per Tokyo e poi durante la permanenza, fino al giorno della gara olimpica, per vedere in quale modo il corpo si adatta al fuso orario tra Italia e Giappone. Al di là dell’andamento del battito cardiaco, specialmente nelle discipline aerobiche, è infatti interessante monitorare anche questo aspetto, perché l’andamento del sonno nell’atleta è diverso rispetto al non-atleta».

 

Testo di Chiara Beretta

 

[1] Noninvasive Cardiac Screening in Young Athletes with Ventricular Arrhythmias, University of Padua (Italy), The American Journal of Cardiology, volume 111, Issue 4, 15 February 2013.  

[1] Sleep and Athletic Performance, University of Wisconsin School of Medicine and Public Health, (Madison, WI), Current Sports Medicine Reports, 11/12 2017 – Volume 16 – Issue 6

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