Le apnee del sonno hanno effetti a lungo termine: ecco quali

24 Agosto 2022

Non è immediato accorgersi che si soffre di apnee del sonno, eppure individuare per tempo il problema è fondamentale per evitare le conseguenze negative sul lungo periodo, anche a carico dell’apparato cardiovascolare[1]. Il nome corretto di questo disturbo è sindrome delle apnee ostruttive del sonno, ma spesso è chiamato apnee notturne ostruttive o più semplicemente OSA oppure OSAS, acronimo del nome inglese (Obstructive Sleep Apnea Syndrome).

 

Chi ne soffre sperimenta una momentanea interruzione del respiro a causa del rilassamento e del restringimento delle pareti della gola. Ciò può verificarsi più volte nel corso della notte e ogni singola apnea può durare anche oltre dieci secondi. Naturalmente è normale che i tessuti della gola si rilassino leggermente durante il riposo notturno e ciò degenera nel rischio di apnee ostruttive solo in alcuni casi: quando il soggetto è sovrappeso o ha una particolare conformazione del collo, ad esempio, oppure quando si assumono farmaci sedativi o si soffre di congestione nasale, magari per via di polipi nasali o setto deviato. Il problema è più frequente negli uomini, in chi ha casi di OSA in famiglia, nelle donne in menopausa, in chi ha più di 40 anni e in chi beve alcolici e fuma[2].

 

Perché è difficile accorgersi di soffrire di apnee notturne? Di fatto, perché questo problema non causa sempre un risveglio improvviso, ma provoca invece un forte russamento e una respirazione ansimante e faticosa e di fatto rende il sonno leggero. Nel momento in cui la respirazione si interrompe, infatti, la mancanza di ossigeno spinge il cervello a entrare in uno stato di vigilanza che risulta poco riposante.

 

A meno di non dormire con qualcuno che può segnalare al soggetto l’anomala e rumorosa respirazione notturna, l’altro segnale principale delle OSA di cui ci si può rendere conto da soli è l’anomala stanchezza diurna, magari accompagnata da sonnolenza, mal di testa e fatica a concentrarsi. Si tratta però di sintomi che possono essere facilmente sottovalutati o magari attribuiti a un generale periodo di stress. Eppure, accertare la presenza di apnee notturne è cruciale: quando non sono trattate, i rischi per il cuoreaumentano. Il motivo è da ricercare ancora una volta nella momentanea ma ripetuta assenza di ossigeno che spinge il cuore ad accelerare bruscamente la frequenza cardiaca e causa degli sbalzi di pressione. Questo sul lungo periodo affatica il muscolo cardiaco[3] e può di conseguenza aumentare il rischio di infarti e ictus[4].

 

Per individuare eventuali apnee notturne, un esame non invasivo utile è il monitoraggio del sonno: si può svolgere a casa propria, grazie alla telemedicina, usufruendo di strumenti che consentono di registrare l’andamento del sonno in modo continuativo. Tra questi c’è Sleep Monitor: il dispositivo portatile, che si può trovare nelle farmacie in cui è disponibile il servizio, è una sorta di orologio da polso collegato a una cannula nasale e a un pulsossimetro che durante tutta la notte analizza e registra la saturazione, il flusso respiratorio e la frequenza cardiaca, segnalando il numero e la durata di eventuali apnee notturne.

 

[1] Beyond Usual Care: Multidisciplinary Approach Towards the Treatment of Obstructive Sleep Apnoea - CHAPS, Faculty of Life Sciences and Medicine, King's College London (United Kingdom), 2022

[2] ISSalute – Apnea notturna ostruttiva

[3] Fondazione Umberto Veronesi – Curando le apnee notturne sconfiggi il rischio di infarto

[4] Obstructive sleep apnea syndrome and its relationship with ischaemic stroke - Gonzalez-Aquines A, Martinez-Roque D, Baltazar Trevino-Herrera A, Chavez-Luevanos BE, Guerrero-Campos F, Gongora-Rivera F.  (2019)

 

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