Così le sigarette mettono in pericolo (anche) il cuore

31 Maggio 2022

Quando si pensa al fumo, il collegamento immediato è con i rischi per la salute respiratoria. In effetti le sigarette sono associate al tumore ai polmoni, come è noto, ma non solo: secondo il Centers for Disease Control and Prevention statunitense, le malattie correlate al fumo sono almeno 27.[1]

 

Molte di queste patologie riguardano il sistema cardiovascolare, il più bersagliato insieme a quello broncopolmonare. Fumare aumenta da 2 a 4 volte il rischio di malattie delle coronarie e infarto, rende il battito irregolare e accresce la possibilità di sviluppare fibrillazione atriale. Per chi fuma tra 5 e 30sigarette al giorno, la probabilità di accusare questo disturbo aumenta tra il 9 e il 45%,[2] ma in realtà anche chi fuma “poco” (meno di cinque sigarette al giorno) può mostrare i primi segni di patologie cardiovascolari.[3] Lo stato di salute del cuore e la regolarità della frequenza cardiaca possono essere monitorati tramite diversi esami, disponibili anche in telemedicina, tra cui l’elettrocardiogramma e l’holter cardiaco.

 

Perché il fumo causa danni al cuore? I motivi sono diversi. Il primo è che la nicotina contenuta nelle sigarette ha effetto stimolante e di conseguenza aumenta la frequenza cardiaca e restringe i vasi sanguigni. In secondo luogo, causa il rilascio di radicali liberi nell’organismo, riduce la quantità di ossigeno che arriva al cuore e danneggia la parete interna dei vasi, favorendo l’ipertensione e la formazione di trombi e placche ostruttive.[4]

 

La buona notizia - ed è importante ribadirla soprattutto questo mese, dato che il 31 maggio ricorre la Giornata della Lotta contro il Fumo – è che la situazione non è irreversibile. Smettere di fumare, a qualunque età, riduce davvero i rischi per la salute. E anche per il cuore, su tutti i fronti. Rinunciare alle sigarette diminuisce infatti il pericolo di malattie cardiovascolari (anche mortali), i marcatori dell’infiammazione e la formazione di coaguli, aumenta i livelli di colesterolo “buono” HDL e rallenta la progressione dell’aterosclerosi. A volte per vedere questi benefici possono volerci alcuni anni da quando si smette di fumare[5].

 

Riuscire a smettere di fumare non è sempre semplice, anche se la volontà di farlo è già metà dell’opera. Secondo l’indagine PASSI relativa al periodo 2015-2018, l’83% delle persone che hanno abbandonato questa abitudine lo ha fatto senza supporti né terapie, ma ci si può comunque rivolgere al medico di base oppure al Telefono Verde contro il Fumo dell’Istituto Superiore di Sanità (800 554 088).

 

 

[1] I danni del fumo, Ministero della Salute, aggiornato al 31 maggio 2021

[2] Tobacco smoking and the risk of atrial fibrillation: A systematic review and meta-analysis of prospective studies, European Journal of Preventive Cardiology, 2018

[3] Health Effects of Cigarette Smoking, Centers for Disease Control and Prevention

[4] Fumo. Domande e risposte per comprendere e scegliere, Fondazione Veronesi

[5] Benefits of Quitting, Centers for Disease Control and Prevention

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