Extrasistoli: cosa sono e quando preoccuparsi

05 Giugno 2022

Le extrasistoli sono la più comune forma di aritmia, cioè di alterazione del battito cardiaco, e spesso sono benigne e asintomatiche: sebbene la loro natura e la loro tipologia vadano sempre indagate, solo in alcuni casi si rivelano pericolose. Il termine significa “battito aggiuntivo” e di fatto l’extrasistole è appunto un battito cardiaco irregolare che invece di originarsi dove dovrebbe, ovvero nella parte del cuore chiamata nodo del seno, nasce dalle camere superiori del cuore (atri) o da quelle inferiori (ventricoli).

 

Le extrasistoli possono comparire a qualunque età, anche in soggetti sani, e quando sono isolate o rare potrebbero manifestarsi con sintomi lievi o non essere proprio percepite. Quando sono molto numerose o raggruppate, invece, il paziente potrebbe avvertire dei sintomi come palpitazioni, stanchezza, difficoltà respiratorie e la sensazione di “sfarfallio” al cuore o di un battito saltato (una sorta di tuffo al cuore). Le extrasistoli in alcuni casi potrebbero affaticare il muscolo cardiaco e, con il tempo, degenerare in aritmie o problemi cardiaci più gravi.

 

Le cause dell’extrasistolia sono varie: alla base potrebbero esserci un abuso di caffeina, lo stress, squilibri degli elettroliti, disturbi digestivi, ipertensione o anche problemi alla tiroide.[1] L’anomalia del battito potrebbe altrimenti essere dovuta a una malattia cardiaca, che dunque diventa urgente diagnosticare e trattare, o a un difetto congenito.

 

Come si individuano le extrasistoli? Spesso, quando sono asintomatiche, la loro presenza viene scoperta per caso, nel corso di altri accertamenti. In caso di sintomi sospetti, ma comunque anche per indagare a fondo la natura dell’extrasistolia, i primi esami a cui ci si sottopone sono l’elettrocardiogramma, il test da sforzo e soprattutto l’Holter ECG, che consente di monitorare il battito cardiaco in modo continuativo per uno o più giorni. Proprio grazie a quest’ultimo esame diagnostico è possibile capire quanto sono numerose le extrasistoli, in che modo sono distribuite nell’arco della giornata, se magari si presentano in corrispondenza di particolari attività e di che tipologia sono.

 

In base a queste informazioni (numerosità, distribuzione e tipologia), e considerando anche lo stato di salute generale del soggetto, il suo stile di vitae la sua storia familiare, il medico valuta la serietà della situazione e gli eventuali accertamenti ulteriori da svolgere. In generale, è positivo se le extrasistoli tendono a diminuire durante lo sforzo, mentre se peggiorano potrebbero essere di natura maligna[2]. Per quanto riguarda la tipologia, le extrasistoli che nascono negli atri hanno più possibilità di rivelarsi benigne rispetto a quelle che si originano nei ventricoli. Ancora, sono certamente meritevoli di maggiore approfondimento i “battiti extra” che si manifestano dopo un infarto o quando sono in corso malattie cardiache note. Gli sportividevono fare particolare attenzione e sottoporsi regolarmente alle visite medichedi idoneità, specialmente se svolgono attività fisica che sottopone il cuore ad affaticamento. Il battito ventricolare prematuro, infatti, sebbene nei giovani atleti si riveli in genere benigno, può raramente essere collegato al rischio di morte cardiaca improvvisa durante lo sport[3].

 

Per curare l’extrasistolia talvolta può essere sufficiente agire sulla causa: ad esempio, colmare una carenza di potassio o migliorare il processo digestivo. In altri casi si ricorre ai farmaci o eventualmente all’ablazione[4], una tipologia di intervento al cuore.

 

[1] Centro Cardiologico Monzino – Extrasistoli: cosa sono, da cosa dipendono, come si curano

[2] Fondazione Umberto Veronesi – Quando preoccuparsi per l’extrasistole?

[3] How to evaluate premature ventricular beats in the athlete: critical review and proposal of a diagnostic algorithm – British Journal of Sports Medicine - 2020

[4] Newer Methods for Ventricular Tachycardia Ablation and When to Use Them – Canadian Journal of Cardiology - 2022

 

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